Year: 2012
Type: book-chapter
Abstract: Le città di mare costituiscono dei limina che non sono delle frontiere ma delle \naree di passaggio atte a concentrare energie molteplici. Trieste non fa del tutto \neccezione, però presenta qualche particolarità. Anna Maria Ortese ha scritto che \nil mare non bagna Napoli, riferendosi ad alcuni quartieri poveri i cui abitanti non \nuscivano mai dai vicoli. Non sarebbe del tutto sbagliato pretendere che il mare \nnon bagni neppure Trieste o, per lo meno, che si astenga dal bagnare gran parte \ndella sua abbondante letteratura. Trieste è uno straordinario groviglio. È marittima, \nadriatica, sì, ma è per indole proprio terraiola come si suol dire dei tennisti \nche apprezzano la terra battuta. Terraiola perché la terra a Trieste ha un significato \nche forse il mare non ha. L’autentico terraiolo preferisce rimanere a fondo \ncampo o addirittura dietro alla linea che ne segnala l’estremità. Non si avvicina \nalla rete e se lo fa sarà malvolentieri. Molti scrittori triestini non hanno provato \nuna grande attrazione per la rete o, almeno, se non giocavano a tennis, per la rete \ndei pescatori.
Author: Bertrand Westphal
Institution: Espaces Humains et Interactions Culturelles
Language: Italian
Subfield: General Arts and Humanities
Field: Arts and Humanities
Domain: Social Sciences
Open Access status: green
OpenAlex ID: W1591901873
