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Complicanze psico-cognitive dell'ictus

Year: 2007
Type: book-chapter
Abstract: Nella fase immediatamente successiva all'ictus i pazienti spesso manifestano alterazione del tono dell'umore quali ansia, labilità emotiva, talora stati di agitazione, più raramente manifestazioni deliranti.1,2 Tali disturbi della sfera emozionale interferiscono con la partecipazione attiva del paziente influenzandone i processi cognitivi, in particolare quelli di attenzione sostenuta, e possono condizionarne le capacità di collaborazione, in fase acuta, al programma di riabilitazione necessario per il recupero funzionale.È pertanto opportuno che essi siano tempestivamente indagati, diagnosticati e correttamente trattati allo scopo di ridurne gli effetti clinici negativi.L'approccio farmacologico è di fondamentale importanza, dato che anche farmaci di uso comune nella gestione dei disturbi psichici (benzodiazepine, neurolettici), od anche altri come fenobarbital, fenitoina, prazosin e clonidina, possono avere un'azione sfavorevole sul recupero funzionale e sull'intervento riabilitativo, così che il loro uso dovrebbe essere mirato e selettivo.3,4 DEPRESSIONE POST-ICTUSUn episodio depressivo che insorge entro 6-12 mesi dopo un ictus (post stroke depression, PSD) è un evento frequente e molto studiato, ma le informazioni disponibili non sono univoche, principalmente a causa di rilevanti problematiche metodologiche dei numerosi studi sull'argomento (differenti criteri diagnostici, utilizzo di differenti scale di valutazione, criteri temporali differenti, criteri di inclusione differenti -in particolare, l'arruolamento o meno di pazienti afasici).5-8 EpidemiologiaLa prevalenza media della depressione post-ictus nei pazienti con postumi di ictus è stimata intorno al 30%-35%, 1,9,10 ma con limiti compresi tra il 20% ed il 60%.Tale eterogeneità è da ricondurre essenzialmente a problematiche diagnostico/metodologiche, per cui la reale frequenza della depressione post-ictus è tuttora oggetto di discussione.11 Una recente revisione sistematica, valutando 51 studi selezionati sui 96, pubblicati tra il tra il 1977 e il 2002, presi in esame, ha rilevato una prevalenza media del 33% circa, ma con percentuali molto diverse tra studio e studio.12 I dati italiani sono in linea con la prevalenza media dei paesi occidentali.Infatti, è stato recentemente pubblicato lo studio multicentrico italiano DESTRO, condotto in 53 centri dislocati su tutto il territorio nazionale, e relativo ad oltre 1•000 pazienti, valutati serialmente nel tempo.13,14 In tale studio la prevalenza media della depressione è risultata essere del 36%.14 Non esiste concordanza nemmeno sulla frequenza di depressione tra i pazienti afasici, ricontrandosi percentuali oscillanti tra il 24% 15 ed il 70% dei casi.16 La frequenza di depressione post-ictus è maggiore nei primi mesi dall'evento ictale, 14,17 e tende successivamente a ridursi, sia spontaneamente che per effetto di terapie farmacologiche.18 Tuttavia la depressione post-ictus può anche cronicizzare, tanto che si può osservare in una percentuale rilevante dei casi (18%-29%) anche a 3 anni dall'evento acuto.19,20 DiagnosiAnche per la depressione post-ictale è necessaria una diagnosi non solo precoce, ma anche corretta.Infatti, definire gli aspetti clinico-diagnostici della depressione post-ictus è un compito di difficile esecuzione, sia per le problematiche legate alle oggettive difficoltà diagnostiche del disturbo nei pazienti con ictus, sia per le peculiarità della popolazione oggetto di studio.Infatti i pazienti cerebrolesi possono presentare una serie di disturbi neurologici e neuropsicologici che ostacolano la valutazione dei disturbi emotivo-comportamentali. Da una parte, infatti, disturbi neuropsicologici quali afasia, anosognosia, emidisattenzione e deterioramento cognitivo possono influire sia sulla possibilità di comunicazione, sia sull'attendibilità delle risposte dei pazienti; dall'altra alcune componenti della sintomatologia neurologica quali astenia e/o modificazioni vegetative possono "mimare" vari aspetti delle sindromi psichiatriche, con conseguente rischio di sovrastima, dovuta all'attribuzione di sintomi somatici alla depressione anziché all'ictus.Raccomandazione 16.1 Grado C L'impiego di benzodiazepine e neurolettici non è indicato, se non in casi selezionati, nel trattamento dei disturbi psichiatrici post-ictali, in quanto potrebbero condizionare il recupero funzionale.Sintesi 16-1 Un episodio depressivo che insorge entro 6-12 mesi dopo un ictus è evento frequente.Si stima che un disturbo dell'umore si verifichi in circa un terzo dei sopravvissuti, anche se esiste una notevole variabilità fra studio e studio, legata a problematiche diagnostico-metodologiche. Sintesi 16-2 Formulare una diagnosi di depressione post-ictus richiede attenzione, in quanto esiste un elevato rischio di sovrastima e di sottostima diagnostica, in parte attribuibile alla presenza di sintomi somatici ed in parte alle differenti modalità di approccio degli esaminatori.Capitolo 16 -Complicanze psico-cognitive dell'ictus 483 stesura
Language: Italian
Subfield: Rehabilitation
Field: Medicine
Open Access status: green
OpenAlex ID: W2340595929
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