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L'insegnamento di Becattini

Year: 2018
Type: article
Abstract: La scomparsa di Giacomo Becattini costituisce una grave perdita umana e culturale per un vasto insieme di studiosi, policy makers e imprenditori.È raro che un accademico, grazie al suo contributo scientifico, possa generare un vuoto nella comunità sociale e accademica che va ben oltre i ristretti confini del suo mondo.Becattini è stato anche questo, ossia un ricercatore capace di ascoltare, dialogare e studiare il mondo economico reale attorno a Lui, nonché astrarre e teorizzare quel modello di industrializzazione leggera che ha costituito, e costituisce ancora oggi, una chiave interpretativa rilevante del Made in Italy, nella sua organizzazione a filiera distrettuale.Egli ha verificato e sviluppato il suo approccio scientifico di derivazione marshalliana su quei modelli di sviluppo locale che, per taluni studiosi, costituivano pezzi di "archeologia industriale", destinati ad essere "spazzati via" dai processi di modernizzazione delle big corporation multinazionali e conglomerate.Ma, parallelamente, ha saputo rileggere anche il ruolo delle piccole imprese manifatturiere, per farle "uscire" dalle teorie economiche dominanti, sino ad allora formulate nel nostro Paese, che le vedevano relegate in un ruolo di marginalità, conseguenza di un ineludibile dualismo nel mercato del lavoro e di una subalternità rispetto alle logiche del decentramento produttivo di capacità, alimentate dalla grande impresa committente.Secondo Becattini, la forza competitiva della piccola impresa distrettuale sta nella sua specializzazione, che deriva dal suo essere all'interno di un contesto locale fortemente radicato e legato a filiere manifatturiere territorializzate, a un mercato del lavoro vitalizzato dalle forze sociali e istituzionali e da altri attori funzionali alla competitività di un sistema produttivo (dalle camere di commercio sino alle piccole banche locali).Il contesto -che trova la sua principale forza concettuale e teorica nell' espressione marshalliana delle economie esterne di agglomerazionediviene il volano della competitività di queste piccole imprese distrettuali e con loro dell'intero sistema produttivo locale.In questa visione sta la forza espansiva dell' età dell' oro dei distretti, elemento rilevante della competitività del sistema Paese, dando forza sui mercati internazionali alla "fabbrica distrettuale", parcellizzata in mille rivoli, alla ricerca di economie di costo da contrapporre alle economie di scala delle grandi imprese.Nella concezione che "il bosco conta più dei singoli alberi", sta la peculiarità del suo pensiero e l' origine del confronto, qualche volta dialettico, con gli economisti d'impresa.Un confronto che non è semplicemente espressione di una difesa "corporativa" di radicate tradizioni scientifiche e culturali proprie dell' economia politica (volta ad osservare il sistema) e dell' economia aziendale (mirata a guardare le singole imprese), ma che rappresenta anche, nella diversità dei punti di osservazione, il "momento di partenza" di una rinverdita dialettica culturale fattuale.Le nuove forti sollecitazioni competitive esterne, imponendo fattori di varietà strutturale e strategica
Language: Italian
Subfield: Development
Open Access status: diamond
OpenAlex ID: W2745925213
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Cites: 2
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