Year: 2025
Type: article
Abstract: Partendo da una ricerca etnografica sulle migrazioni nell’area di frontiera italo-slovena di Trieste l’articolo utilizza un approccio comparativo per indagare cosa portano con sé i migranti e cosa rimane ‘abbandonato’ in zona di confine in due diversi transiti migratori: i profughi istriani del dopoguerra (1945-60) e richiedenti asilo in arrivo dalla rotta balcanica (2014-2024). Il focus è la ‘materialità politica’ di quest’area di frontiera con le sue stratificazioni, tenendo conto dell’agency degli oggetti coinvolti in un concetto di ‘rete’ dove svolgono un ruolo attivo nella migrazione e nella costruzione del confine. Il livello di analisi è quello temporale al fine di comparare la rete di oggetti dei migranti, le pratiche e le politiche del patrimonio transnazionale in un'area di frontiera. Considerando che il patrimonio è l'apparato per eccellenza per la costruzione dell'omogeneità e dell'appartenenza culturale basata su un (presunto) passato comune, l'obiettivo è interpretare i processi di sconfinamento, sia materiali che immateriali, considerando i migranti come parte di una rete con connessioni e patrimoni transnazionali che vengono resi mobili dall'attraversamento dei confini.
DOI: 10.4000/145oj
Author: Roberta Altin
Institution: University of Trieste
Language: Italian
Topic: Migration and Exile Studies
Subfield: Sociology and Political Science
Field: Social Sciences
Domain: Social Sciences
Open Access status: diamond
OpenAlex ID: W4411455555
