Year: 2021
Type: article
Abstract: Introduzione. In Italia, i livelli di insoddisfazione corporea risultano particolarmente elevati tra le giovani donne, mostrando associazioni positive con la presenza di disturbi alimentari (e.g., Dakanalis et al., 2013), bassa autostima (Dakanalis et al., 2015; Rollero, 2013), comportamenti sessuali non protetti (Pirani & Matera, 2020) e la considerazione della chirurgia per ragioni estetiche (Nerini et al., 2019). L’Italia si pone ai primi posti tra i Paesi con più alta richiesta da parte delle giovani donne di interventi di chirurgia estetica (ISAPS, 2018), i quali non risultano privi di rischi sul piano psicofisico (e.g., danni neurologici, persistente insoddisfazione corporea, sintomi ansiosi e depressivi; Bradbury, 2009; Golinski & Hranchook, 2018). Risulta quindi importante analizzare i predittori della valutazione negativa del proprio aspetto nella popolazione femminile. In linea con il Modello Tripartito di Influenza (Tripartite Influence Model, TIM; Keery et al., 2004; Thompson et al., 1999), i mass media agiscono sull’immagine corporea attraverso l’interiorizzazione degli ideali di bellezza e il confronto sociale relativo all’apparenza. Con la crescente diffusione di Internet, la ricerca si è sempre più spostata dallo studio dei media tradizionali ai Social Networks (SNs), data la loro pervasività nella popolazione giovanile (Global Digital Report, 2020). Tuttavia, nonostante l’emergere dei nuovi media quali potenti fonti socioculturali di influenza sull’immagine corporea, non appaiono ancora del tutto chiari gli effetti che le attività svolte sui SNs basati sulle immagini (i.e., Instagram) possono avere sull’insoddisfazione corporea e sulle conseguenze negative ad essa associate (Saiphoo & Vahedi, 2019). Un crescente corpo di studi si è sempre più interessato ad indagare gli effetti che Instagram può avere sull’immagine corporea femminile, dato che il suo utilizzo è associato principalmente ad attività svolte in relazioni alle immagini focalizzate sull’aspetto fisico (e.g., Saiphoo & Vahedi, 2019; Tiggemann & Zinoviev, 2019). Dall’analisi della letteratura è emersa l’assenza di strumenti validi e attendibili in grado di rilevare sia le attività che gli utenti possono svolgere su Instagram in riferimento a diversi profili target (e.g., amici, celebrità) sia la tendenza a confrontare il proprio aspetto con quello di altri utenti. Disporre di misure costruite e validate in riferimento ad Instagram potrebbe essere rilevante per verificare gli effetti del suo uso specifico, piuttosto che generico, sull’immagine corporea femminile. Pertanto, il primo studio si è proposto di costruire e validare due scale: una prima scala per rilevare le attività basate sulle immagini che si possono svolgere su Instagram in relazione a target differenti; una seconda scala per misurare il confronto relativo all’apparenza effettuato su Instagram. Dall’analisi di recenti studi è emerso, inoltre, che l’utilizzo dei SNs basati sulle immagini e l’esposizione ai contenuti da essi proposti potrebbero favorire nelle giovani donne una maggiore accettazione della chirurgia estetica (e.g., Martel et al., 2020). Considerando le possibili conseguenze negative che gli interventi di chirurgia estetica possono avere per la salute psicofisica dell’individuo (e.g., Golinski & Hranchook, 2018), diventa importante comprendere con chiarezza il ruolo che i SNs possono svolgere a tale riguardo. Dalla letteratura presa in esame emerge inoltre l’importanza di analizzare i potenziali processi di mediazione nella relazione tra utilizzo dei SNs e accettazione di tali interventi. Il secondo studio si è dunque proposto di analizzare il legame tra le attività svolte su Instagram in relazione alle immagini, differenziate in base al target con le quali vengono svolte (i.e., sé, amici, celebrità), e l’accettazione della chirurgia estetica. Sono stati inoltre considerati il confronto relativo all’apparenza e l’insoddisfazione corporea quali possibili mediatori di tale relazione. Dall’analisi della letteratura è emerso infine che alcuni studi (e.g., Seekis et al., 2020) hanno mostrato come l’esposizione sui SNs a contenuti relativi alle immagini che propongono canoni estetici irraggiungibili, insieme ai feedback che essi ricevono dagli utenti, potrebbero incrementare la consapevolezza di come il proprio corpo appare agli altri, le preoccupazioni per il proprio aspetto e le risposte emotive disfunzionali ad esse associate (e.g., l’ansia relativa al mostrare il proprio corpo in contesti sociali). Tuttavia, la maggior parte degli studi volti ad indagare la relazione tra uso dei SNs e immagine corporea è di natura correlazionale; risulta quindi importante condurre studi sperimentali in grado di fornire indicazioni sulla natura causale delle relazioni osservate. Il terzo studio si è proposto pertanto di esplorare, sperimentalmente, se la manipolazione di alcune informazioni associate alle immagini di Instagram (i.e., feedback di apprezzamento e il disvelamento di miglioramenti estetici) potesse influire sui livelli di autoconsapevolezza, insoddisfazione corporea e ansia sociale per il corpo di giovani donne. Studio 1. Obiettivo. L’obiettivo dello studio è stato quello sviluppare e validare la Instagram Image Activity Scale (IIAS) e la Instagram Appearance Comparison Scale (IACS), analizzandone dimensionalità, attendibilità e validità predittiva. Metodo. Hanno partecipato allo studio 225 donne italiane. La dimensionalità delle scale è stata valutata mediante Analisi Fattoriale Esplorativa; l’attendibilità in termini di coerenza interna e la validità predittiva è stata valutata considerando l’insoddisfazione corporea come variabile criterio. L’Indice di Massa Corporea (IMC) è stato tenuto sotto controllo. Risultati. La IIAS ha mostrato una struttura trifattoriale che ha spiegato il 55.88% della varianza totale: Attività: immagini di amici (α = .81), Attività: immagini di celebrità (α = .85), e Attività: immagini di sé (α = .84). La IACS ha mostrato una struttura bifattoriale: Frequenza (α = .94) e Direzione (α = .79) del confronto relativo all’apparenza su Instagram. La varianza spiegata è stata del 55.51%. Le scale hanno presentato una buona validità predittiva: sia il tipo di attività svolte con le immagini che il confronto relativo all’apparenza su Instagram hanno predetto l’insoddisfazione corporea. Il confronto relativo all’apparenza, inoltre, è risultato un mediatore della relazione tra il tipo di attività svolte dall’utente con le immagini su Instagram e l’insoddisfazione corporea, indipendentemente dall’IMC delle partecipanti. Discussione e conclusioni. I risultati suggeriscono come entrambe le scale risultano strumenti validi e attendibili che possono essere utilizzati nel contesto italiano per misurare nelle giovani donne sia le differenti attività relative alle immagini svolte su Instagram in riferimento a vari profili target (i.e., amici, celebrità, sè) sia la frequenza e la direzione del confronto relativo all’apparenza su Instagram. Inoltre, dallo studio è emerso come il confronto relativo all’apparenza giochi un ruolo di mediazione importante nella relazione tra il tipo di attività svolte su Instagram e l’insoddisfazione corporea. Studio 2. Obiettivo. Il presente studio si è proposto di testare un modello volto a verificare se l’utilizzo di Instagram per attività basate sulle immagini relative a sé, amici e celebrità risulti associato all’accettazione della chirurgia estetica sia direttamente che indirettamente, attraverso la mediazione del confronto relativo all’apparenza e dell’insoddisfazione corporea. È stato ipotizzato che le attività svolte su Instagram in relazione alle immagini che riguardano le celebrità e se stessi (ma non quelle relative agli amici) si associno all’accettazione della chirurgia estetica sia in modo diretto che indiretto, tramite il confronto relativo all’apparenza su Instagram e l’insoddisfazione corporea. Metodo. Hanno partecipato allo studio 305 donne italiane. È stata condotta una path analysis per testare l’adattamento del modello, tenendo sotto controllo l’IMC. Risultati. Il modello ha mostrato un ottimo adattamento ai dati [χ2 = 8.53, p = .38; χ2/gdl = 1.06; RMSEA = .01 (IC = .00; .07); SRMR = .02; CFI = .99; TLI = .99; IFI = .99; NFI = .99]. Le attività basate sulle immagini relative alle celebrità e a sé sono risultate significativamente e positivamente associate all’accettazione della chirurgia estetica in modo diretto. Inoltre, l’effetto indiretto delle attività basate su immagini di celebrità e di stessi sull’accettazione della chirurgia estetica, attraverso il confronto relativo all’apparenza su Instagram e l’insoddisfazione corporea, è risultato statisticamente significativo: (Attività: immagini di sé: .067; 95% IC: .039; Attività: immagini di celebrità: .019; 95% IC: .001; .042). Dalla path analysis emerge come le attività basate sulle immagini di Instagram relative agli amici, invece, non hanno mostrato associazioni statisticamente significative con l’accettazione della chirurgia estetica né direttamente né indirettamente. Il modello ha spiegato gran parte della varianza nell’insoddisfazione corporea (57%) e una percentuale soddisfacente della varianza nell’accettazione della chirurgia estetica (26%). Discussione e conclusioni. Le attività basate sulle immagini svolte su Instagram in relazione a sé e alle celebrità risultano associate all’accettazione della chirurgia estetica non solo direttamente ma anche indirettamente, attraverso la mediazione del confronto relativo all’apparenza e dell’insoddisfazione corporea. Le attività svolte su Instagram connesse alla propria immagine e l’esposizione ai contenuti relativi alle celebrità (e non a quelli relativi agli amici, i quali propongono canoni estetici maggiormente realistici e raggiungibili) sembrano favorire nelle giovani donne una maggiore tendenza ad effettuare un confronto relativo
Author: DI GESTO, CRISTIAN
Institution: University of Florence
Language: English
Subfield: Clinical Psychology
Field: Psychology
Domain: Social Sciences
Open Access status: green
OpenAlex ID: W4413085708
