La doppia vita di una traduttrice palestinese: un ponte tra ferite e parole
Year: 2025
Type: article
Abstract: Questo saggio esamina l’atto della traduzione da Gaza come una forma di testimonianza di un mondo che scompare, dove la lingua stessa diventa un veicolo di sopravvivenza e un luogo di lotta. Di fronte alla cancellazione in corso, i traduttori palestinesi occupano uno spazio liminale, facendo da ponte tra l’immediatezza del dolore provato in arabo e le strutture distaccate, spesso sterilizzate, di un’altra lingua, non concepita per trasmettere una tale devastazione. Il testo medita sul peso etico della traduzione di storie partorite tra le macerie, testimonianze plasmate dagli attacchi aerei, tra il ricordo e la minaccia del silenzio. Ciascuna parola deve attraversare un terreno segnato dal potere, dagli eufemismi, dall’indifferenza, costringendo la traduttrice a navigare sul labile confine tra l’attenuazione del dolore ai fini della leggibilità e la conservazione della sua urgenza in una lingua condizionata a neutralizzarlo. Radicato nell’esperienza palestinese, questo saggio sostiene che la traduzione non è più un’attività solo linguistica, ma politica e morale, che porta la responsabilità del rifiuto della scomparsa, della resistenza all’addomesticamento e del mantenimento di uno spazio per voci che potrebbero non sopravvivere oltre la frase. Nel tradurre la Palestina, i traduttori operano non solo per trasmettere significato, ma per conservare la vita, l’agentività e la memoria in un mondo che spesso esige la cancellazione prima di offrire la propria attenzione.
Source: Encounters in translation.
Author: Alaa Alqaisi
Language: French
Subfield: Language and Linguistics
Field: Arts and Humanities
Domain: Social Sciences
Open Access status: diamond
OpenAlex ID: W4416901718
FWCI:
Cites:
Cited by:
Related to:
