La letteratura polacca dopo il1989 (a cura di G. Broggi Bercoff e G. Franczac)
Year: 2007
Type: article
Abstract: Alcune rifl essioni introduttive.Grazie alla sua pluricentenaria partecipazione alla vita intellettuale e letteraria dell'Europa occidentale e dell'Italia in particolare, la Polonia non ha mai conosciuto una reale soluzione di continuità nel suo sviluppo culturale e letterario, neppure allorché è scomparsa dalle carte geografi che dopo le spartizioni di fi ne Settecento, e neppure allorché la cortina di ferro aveva creato barriere apparentemente insormontabili fra l'Occidente e il blocco sovietico.Fra i paesi dell'est europeo la Polonia è stata quello che, più di ogni altro, ha servito da ponte fra Est e Ovest: è ben noto che, chiunque nell'Unione Sovietica volesse avere un'idea di che cosa succedesse in Occidente, cercava di ottenere il permesso per soggiornare in Polonia.Lì si traducevano molte delle opere della letteratura e della cultura occidentale e si ricevevano libri e riviste da Parigi, Londra, New York e Boston, Roma.Pur conosciuta in Italia da una cerchia di specialisti e di lettori curiosi relativamente ristretta, nell'immaginario collettivo italiano e nella propria autocoscienza, la Polonia aveva acquistato e mantenuto per tutto il cinquantennio postbellico una precisa identità e specifi cità legata in buona parte (anche se non solo) sia alla sua profonda europeicità sia alla sua fi sionomia di "altro" nella geografi a culturale dell'Est europeo di "oltrecortina".A vent'anni di distanza dai cambiamenti che hanno portato alla fi ne dell'Europa bipartita ed anche del bipolarismo delle potenze dominanti, alla riunifi cazione della Germania e ad un rapidissimo (se si considera la portata dell'evento) inserimento nell'Unione Europea, i connotati che ci erano familiari per defi nire almeno approssimativamente la Polonia sembrano essersi dissolti: la Polonia non deve più difendere né dimostrare la sua appartenenza europea, essendone essa ormai parte costitutiva anche a livello politico ed economico; essa ha pure in parte perduto il ruolo di mediazione fra due blocchi, e quindi anche il suo "essere per opposizione", e anche il suo "essere per la memoria".Diminuiscono le pulsioni "martirologiche", si affi evolisce il senso della propria "eccezionalità", per molti aspetti, vien voglia di dire, la Polonia diviene un "paese normale".Ci si aspetterebbe di conseguenza un'adeguata "normalità" anche della penetrazione della conoscenza della Polonia nell'Italia e negli altri paesi dell'Europa contempo-
Source: Studi Slavistici
Authors: Giovanna Brogi Bercoff, Grzegorz Franczak
Language: Italian
Subfield: Anthropology
Field: Social Sciences
Domain: Social Sciences
Open Access status: diamond
OpenAlex ID: W6884873900
