Science Fiction Between Italy and Egypt: Utopia and Dystopia in the Year 3000 by Paolo Mantegazza and in the Conqueror of Time by Nihad Sharif
Year: 2026
Type: article
Abstract: Il presente studio propone un’analisi comparativa tra L’anno 3000 (1897) di Paolo Mantegazza e il vincitore del tempo (1972) di Nihad Sharif, due romanzi di fantascienza che, pur scritti in epoche e contesti culturali differenti – l’Italia positivista di fine Ottocento e l’Egitto postcoloniale del Novecento – riflettono le tensioni tra utopia e distopia nella rappresentazione del futuro. In Mantegazza, la visione utopica di una società governata dalla scienza e dalla razionalità si intreccia con tratti distopici legati al controllo sociale, alla selezione eugenetica e alla marginalizzazione dell’“altro”, in linea con le teorie lombrosiane e il pensiero colonialista del tempo. L’utopia scientifica si rivela fragile, attraversata da gerarchie morali e da un’idea di progresso che giustifica l’esclusione e la disumanizzazione.Dall’altra parte, Sharīf costruisce una distopia in cui la scienza, pur offrendo possibilità straordinarie come il congelamento o il viaggio nel tempo, diventa un potere alienante e minaccioso quando privo di coscienza morale. Tuttavia, nella sua narrazione emergono anche elementi utopici legati alla speranza, alla riflessione etica e alla centralità della dignità umana: il futuro, per Sharīf, non è del tutto perduto, ma da ripensare. Attraverso questa doppia polarità, le due opere dimostrano che utopia e distopia non sono visioni contrapposte ma spesso coesistenti: strumenti narrativi per indagare le promesse e i pericoli del sapere scientifico, i sogni di progresso e le inquietudini profonde dell’uomo moderno
Author: Hala Mahmoud Radwan
Language: English
Subfield: Philosophy
Field: Arts and Humanities
Domain: Social Sciences
Open Access status: bronze
OpenAlex ID: W7118798341
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