Year: 2013
Type: book-chapter
Abstract: Alarico e il sacco di Roma nelle fonti dell'Oriente romano Il Sacco di Roma non suscitò nell'Oriente romano le impressioni e le inquietudini che troviamo diffuse in Occidente.Non si tratta solo di una questione di distanza geografica.Gli intellettuali della parte orientale del Mediterraneo avevano una diversa percezione del problema barbarico, un differente giudizio sul ruolo simbolico di Roma, la piena consapevolezza che l'idea di unità politica e culturale del mondo romano era ormai concepibile solo se subordinata all'autonomia della Pars Orientis.Echi di tenore apocalittico della presa di Roma, anche a distanza di molti anni, si registrano solo in ambienti legati a gruppi religiosamente minoritari o perfino 'dissidenti'; oppure in esponenti dell'ambito ascetico-monastico 1 .La storiografia ecclesiastica del V secolo, al contrario, mostra scarso interesse per l'evento.Con la significativa eccezione di Filostorgio, gli autori a noi conosciuti tendono a minimizzare i fatti; Teodoreto evita perfino di farne memoria.Presso questi storici si osserva l'evidente tentativo di comprendere l'azione di Alarico in chiave provvidenzialistica.Ne abbiamo conferma, ad esempio, in un episodio comune alla narrazione di Socrate Scolastico (VII 10, 8 -9) e Sozomeno (IX 6, 6), dove si attribuisce all'istigazione di un demone la furia conquistatrice di Alarico.Secondo Socrate, Alarico era cosciente di queste invisibili presenze che guidavano le sue scelte e ne rivelò l'esistenza ad un monaco inviato da lui perché desistesse dall'aggressione.Questa interpretazione ha evidentemente il vantaggio di spostare l'attenzione dalle responsabilità dei ceti dirigenti dell'impero d'Occidente, e in particolare di Onorio, per proiettare su un piano provvidenzialistico il successo dei Goti.Attribuire ogni responsabilità dell'evento all'azione di un demone significa, infatti, privare le scelte di Alarico di volontà politica e di autonomia.In questo modo è anche possibile salvare Onorio e i suoi uomini dalla critica di una pessima gestione del problema barbarico.Come vedremo, la responsabilità dell'imperatore Onorio nella vicenda è il discrimine fondamentale tra diverse tendenze storiografiche nell'Oriente romano.Per storici ecclesiastici come Socrate e Sozomeno 1 Si vedano la menzione di carmina de vastatione Romae magnae composti da Isaac di Amida (attestati dall'Anonimo del Chronicon dello Ps.
Source: De Gruyter eBooks
Author: Umberto Roberto
Language: German
Subfield: Classics
Field: Arts and Humanities
Domain: Social Sciences
Open Access status: hybrid
OpenAlex ID: W2494880145
