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Delle vicende dell'agricoltura in Italia; studio e note di C. Bertagnolli.

Year: 1881
Type: book
Abstract: L'AGRICOLTURA ETRUSCA.Le poche notizie che ci sono rimaste intorno alle cose della vecchia Etruria, ne autorizzano a ritenere che gli Etruschi abbiano avuto un'agricoltura florida e ricca ancor prima dell' epoca romana.* E veramente ricca la trovò Roma venuta al loro contatto, e ricca la troviamo anche dopo la perdita della loro indipendenza politica ed economica.-Ma non pare che quella opulenza celebrata, la quale permetteva agli Etruschi di vivere la vita dei Sibariti (Diodoro) fosse principalmente un prodotto della loro agricoltura.L' Etruria, in quell' epoca remota, non era un paese essenzialmente agricolo; imperocchè nè la sua popolazione era per la massima parte occupata nei lavori della terra, nè faceva una ragguardevole esportazione di prodotti campestri.Si ha memoria di qualche commercio di granaglie con Roma sin dal periodo eroico; ma non trattavasi di esportazioni rilevanti e continue, sibbene di * Vedi le Note a pag.17. BERTAGNOLLI. 1L' AGRICOLTURA ETRUSCA.Ateneo (I e XV) loda il vino etrusco, che dopo la salute costituiva insieme alle muse la felicità della ' sua vita, ed il vino Adriano che digerivasi facilmente senza cagionare molestie.Ignorasi in quali proporzioni si esercitasse la viticoltura.Ma se si considerano la configurazione del paese e la natura del terreno dell' Etruria, non si può a meno di ritenere che essa fosse di principale importanza.Egli è certo che sotto i Romani era la principale coltivazione, e che prima della conquista la dolcezza del vino etrusco fu il movente delle invasioni galliche nella valle del Po al tempo dei Re, e nell' Etruria e nel Lazio sotto la Repubblica.®"Non molte memorie si hanno dell' olivo; ma non pare esatta la notizia dell' annalista Fenestella, che questa coltivazione fosse stata introdotta in Italia ai tempi dei Tarquinii.©°La introduzione dell' olivo è attribuita al mitologico Aristeo (Diodoro, Pausania), e così si farebbe risalire ai tempi, nei quali Minosse sbarcò nella Sicilia per la ricerca di Dedalo.E che fosse conosciuto anche dagli Etruschi sin dalla più remota antichità, è posto fuor di dubbio dai residui d' olivo che si scavano nelle terramare della valle del Po.Pare che uno dei centri della produzione dell' olio fosse Volsinio.®Il lino era coltivato principalmente a Falerio ed a Tarquinio, e nelle campagne situate sulla riva destra del Tevere dalla confluenza dell' Aniene sino alla foce.®? L' Italia è celebrata dagli storici antichi per la riechezza delle sue acque e dei suoi pascoli, e per la moltitudine del bestiame.!" I prodotti del paese, i frumenti, le carni, i formaggi, la lana facevano capo, per mezzo del Po, ai porti del mare Adriatico, d' onde si mandavano per mare o verso la Grecia, o ai porti più vicini a Roma, o nelle città greche dell' Italia meridionale.Il paese si prestava mirabilmente all' allevamento animale così per la vicinanza delle montagne che offrivano ottimi pascoli estivi, come per 1° abbondanza delle acque e per la facilità colla quale si derivavano per gli usi dell'agricoltura.Le lotte frequenti ed accanite fra i Salassi della valle d' Aosta e gli abitatori della pianura per differenze relative alle acque della Dora, mostrano di quale importanza fosse a quei tempi nell' Italia superiore la irrigazione."La regione che forma 1' attuale Lombardia, era considerata come la parte più ferace della penisola, colla quale si osava appena confrontare la felice Campania."La città più fiorente era Cremona.Non le era molto inferiore per ricchezze e fertilità l Emilia, nelia quale Modena predominava sulle altre città, particolarmente per la importanza delle sue lavorazioni di terra cotta '' e delle industrie tessili.Della feracità della Venezia si hanno notizie esagerate, incredibili."Che se le spogliamo della veste favolosa, di cui le ha adornate l immaginativa fantasia dei vecchi scrittori, resta pur sempre un fondo di vero, la ricchezza non comune del suo territorio.La Venezia era celebrata particolarmente per l' abbondanza delle pecore e per i suoi cavalli.Delle sue lane parlano tutti gli antichi scrittori, L' AGRICOLTURA ETRUSCA.17 che si sono occupati di quella regione.Mercè il lanificio si erano inalzate a grande splendore le città di Padova "*® e di Verona.8®I suoi cavalli erano molto stimati in Grecia per le corse.©" Dionigio di Siracusa ne importò le razze in Sicilia.Era conosciuta favorevolmente la Venezia anche per la buona qualità dei suoi vini.Il vino refzco, che producevasi sul Veronese, gareggiava coi migliori d'Italia e formava la delizia di Augusto.®®Era pregiato un altro vino di Verona che si faceva coll' uva fregellana.8®Oltre ai vini veronesi, avevano buon nome il pacino del Friuli, che dicevasi aver prolungato la vita a Livia, il vino di Adria ed i vini vicentini conosciuti sin nella Grecia.®Il vino di Padova per contrario era poco accreditato, perchè sapeva di salice.
Language: Italian
Subfield: Anthropology
Open Access status: bronze
OpenAlex ID: W2503510109
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